Il Patrimonio Culturale

Pro Loco di Bedizzole

Il territorio

La farina che viene prodotta a Bedizzole è il risultato della produzione di mais che viene coltivato nei terreni delle colline moreniche del Lago di Garda, in asciutta, in un areale che, grazie al microclima del lago, contribuisce a dare particolari qualità al granoturco e della molitura che avviene presso l’Antico Mulino sulle rive del Fiume Chiese in località Bettoletto di Bedizzole.
A Bedizzole ci sono significative presenze di beni culturali. Tra i più significativi si possono menzionare:
• Il castello medievale, edificato nei secoli IX e X per difendersi dalle invasioni degli Ungari racchiudeva il borgo antico.
• L’imponente parrocchiale di Santo Stefano, edificata nella prima metà del Settecento, contenente opere del Paglia, di Andrea Celesti e di Antonio Callegari.
• La Pieve di Pontenove, ove sorse il primo nucleo abitato di rilievo, sulla via Emilia, la strada romana che collegava Brescia a Verona. Qui era una stazione di cambio che distava nove miglia da Brescia (da cui il nome). La pieve, la cui esistenza è documentata dal 1167, è in forme romaniche.
• Il Santuario della Masciaga o Santuario della Madonna del Lazzaretto L’edificio venne costruito sul luogo di una precedente chiesa, dedicata a San Nicola di Bari, forse di origine quattrocentesca. Il 19 luglio del 1741 nell’oratorio di San Nicola venne trasportato il massello di parete con la raffigurazione della Madonna con il Bambino, ora custodito nel presbiterio del Santuario masciaghese e in origine proveniente dall’antico lazzaretto costruito nel XV secolo sulla strada Bettoletto-Pontenove.
• L’Antico Mulino in località Bettoletto. Il Mulino attuale sorge in un’area sulla quale sorgevano negli anni passati alcuni “ opifici” . Qui c’erano due Mulini (autorevoli ricerche storiche fanno risalire la presenza di uno dei due al lontano 1184), un maglio, una segheria e due frantoi.

La produzione

Viene prodotta principalmente farina per polenta (prodotto di Denominazione Comunale di Origine). Dal 2009 presso il Mulino di Bedizzole si macina, a pietra, granella di mais integrale selezionato nel rispetto della radicata tradizione molitoria bresciana. La farina ottenuta è prodotta con granoturco di frattura vitrea, cioè contenente meno amido e più proteine rispetto alle varietà comunemente utilizzate in campo zootecnico. La tipica vitrosità di alcune varietà di mais impiegate, necessaria per la realizzazione di farina per polenta di alta qualità, viene inoltre mantenuta ed incrementata dalle tecniche di coltivazione adottate; è quindi escluso ogni intervento molecolare di modificazione genetica. Le varietà di mais seminate dai soci della cooperative sono acquisite in parte dalla ricerca pubblica ed in parte tramite un’attenta e appassionata ricerca dei mais locali; spesso si seminano, per provarli, grani tipici di antiche coltivazioni salvaguardate e tramandate dagli agricoltori autoctoni.
La coltivazione adottata non prevede l’utilizzo di acqua di irrigazione, scelta legata anche all’obiettivo di recuperare terre marginali del comprensorio; si utilizzano operazioni di semina e tecniche agronomiche a basso impatto ambientale, come l’uso molto ridotto di elementi fertilizzanti. Tutto questo è possibile anche e soprattutto grazie all’opera degli agricoltori soci della cooperativa, che già alcuni anni prima della sua costituzione svolgevano un interessante lavoro di recupero e di messa a coltura di varietà di mais vitree, in gran parte abbandonate. Tutti i campi coltivati sono sulle colline moreniche del Lago di Garda, in asciutta, in un areale, che, grazie al microclima del lago, contribuisce a dare particolari qualità al granoturco.

La trasformazione

Il mais, conferito dai soci della Cooperativa, viene raccolto in una cascina a ciò appositamente dedicata e qui opportunamente essiccato e conservato. Viene trasportato al Mulino e macinato. Va precisato che la macinatura avviene quotidianamente, secondo la richiesta che arriva, in sostanza la farina è sempre fresca e le peculiarità organolettiche non vanno perdute, e gli aromi si mantengono fragranti e si avvertono durante la molitura profumi artigianali naturali (questo curioso profumo di biscotto).
La macina che qui è stata allocata è esclusivamente in pietra.
Il “congegno” che qui si trova e che risale alla seconda metà dell’800, è dotato di mole di conglomerato francese.
Una caratteristica di questa macinatura è costituita dalla lentezza del movimento della ruota. La farina non si scalda e trattiene tutte le proprietà organolettiche dei chicchi che vengono macinati.

Il consumo e i suoi rituali

In casa normalmente viene cotta in paioli di rame. Esiste anche uno storico rituale: è quello di tracciare una “croce” prima di versare la farina quando l’acqua è arrivata a bollitura. La polenta fumante viene versata su un tagliere sul quale è legato un filo con il quale la polenta viene divisa in fette.
In alcune case la farina viene cotta in un paiolo posto sul fuoco nel camino e mescolata con un cucchiaio di legno.
Gli unici ingredienti sono: acqua, farina di mais sale. La farina di polenta, ricca di tutti i suoi componenti, richiede almeno un’ora di cottura e rilascia un delicato retrogusto dolce. Si accompagna ottimamente a tanti piatti tipici bresciani: con i funghi, con la salsiccia, con il pollo in umido o con il coniglio, con il baccalà, con lo spiedo (tipico e celebre piatto bresciano).
In occasione di alcune manifestazioni la polenta viene cotta in un grande paiolo di rame e mescolata con l’aggiunta di burro, gorgonzola, formaggio grana e si realizza una sorta di polenta taragna. In alternativa viene fatta abbrustolire su un apposito fornello e servita con l’aggiunta di lardo nostrano.
La polenta viene cucinata e fatta degustare in occasione della tradizionale Festa d’Autunno nella contrada di Cantrina a Bedizzole e nella Notte di Natale in Piazza.
Davvero la nostra comunità si riconosce e si identifica in questo semplice prodotto della nostra terra.

Per informazioni
Pro Loco Bedizzole – Via M. Bontacchio, 1 – Bedizzole (BS)
prolocobedizzole@gmail.com

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