Il Patrimonio Culturale

Pro Loco di Bregnano

Il territorio

Bregnano è un paese della provincia di Como posto nell’area pedemontana lombarda.
Fino agli anni cinquanta gli abitanti erano per la maggior parte contadini, poi sono passati all’artigianato e all’industria. Le aree agricole sono state così acquisite da aziende agricole passando dalla lavorazione manuale a quella meccanizzata e moderna.
Le colture praticate in questa zona sono essenzialmente foraggio e mais.
Il mais fin dai tempi più lontani era essenziale nella vita contadina sia per l’alimentazione umana, come farina per polenta, sia nell’alimentazione animale specialmente per il polla-me. Niente di questa pianta veniva eliminato. Con le brattee si imbottivano addirittura sacchi da utilizzare come giacigli, le cime venivano tagliate appena dopo la fioritura e date in pasto ai bovini, i fusti servivano da combustibile per le stufe o legate in falò e bruciate nei campi a fine inverno.
Le mietitrebbie moderne invece raccolgono il mais separando automaticamente i grani dallo scarto che viene triturato e utilizzato come mangime o combustibile.

La produzione

Le fasi di coltura si possono riassumere in:
• concimazione, aratura e fresatura del terreno
• interramento del seme
• sarchiatura e rincalzo
• pulizia malerbe
• raccolta e sfogliatura
• sgranatura e macinazione.
Nella nostra zona si semina il mais giallo per farina bramata. A Puginate (frazione di Bregnano) viene coltivata, in piccole quantità, una qualità rossa, autoctona.
La farina prodotta ha un aspetto granulare omogeneo, un colore giallo/arancio caratteristico, un odore tipico senza note estranee, un sapore caratteristico privo di note anomale, tempo di cottura 45 minuti, umidità 13,5° max, assenti metalli e metalloidi.
Le 20 foto esposte rappresentano “IL PAESAGGIO DEL MAIS”. Sono state scattate da una nostra artista Sonia Pozzetti su un terreno di Bregnano al confine del Parco Lura e sintetizzano il ciclo di vita della pianta di mais dalla preparazione del terreno e semina fino al raccolto e riposo dell’inverno. Tale raccolta fotografica è stata messa in mostra durante la manifestazione e successivamente donata alle scuole e servirà ai ragazzi anche per approfondire e valorizzare l’ambiente che ci circonda.

La trasformazione

A Bregnano fino agli anni Sessanta è stato attivo un mulino che ora funziona solo da intermediario con centri più importanti svolgendo solo la distribuzione, ma rimane un richiamo e un ricordo che permette di mantenere vive le tracce e le tradizioni.
Al fine di conservare memoria del passato la Pro Loco ha allestito l’aula museale “GH’ERA ‘NA VOLTA” dove sono raccolti pezzi originali dell’epoca contadina del primo Novecento. Una pagina di storia che racconta la vita quotidiana delle famiglie locali dell’epoca.

Il consumo e i suoi rituali

Fare la polenta è un rito. Una volta si cuoceva sul fuoco del camino in un paiolo rigorosa-mente di rame, sospeso alla catena e continuamente rimestato con un mestolo di legno. Ora la modernità ha mantenuto i paioli di rame ma li ha dotati di bracci meccanici per la mescolatura. Delicatissimo il momento di inserimento della farina nell’acqua bollente, con un po’ di olio perché non deve fare grumi e quindi va fatta cadere a pioggia e sapientemente e velocemente rimestata sul fondo. Cottura tassativa 45 minuti o anche più perché deve essere ben cotta.
Le ricette sono numerose. Anticamente nella nostra zona ci si limitava a polenta e latte, polenta e zucchero, polenta e “saracch” – un’acciuga salata appesa sopra la polenta dove si strofinavano le fette per insaporirle – o polenta “uncia”, quest’ultima diventata ora una specialità. Naturalmente la polenta si presta ad accompagnare molte pietanze tra cui brasato, puccia (ragù di carne in umido), spezzatino, coniglio in salmì, funghi, cazoeula, salsiccia, salamino.

“A San Michè la pulenta noeva” – A San Michele (si mangia) la polenta nuova – è uno dei detti popolari dei nostri nonni che segnano la storia e le tradizioni.
Infatti il 29 settembre, giorno di San Michele patrono del paese di Bregnano, era un valido riferimento temporale per cucinare la prima polenta con la farina del nuovo raccolto di granoturco. Fino agli anni Cinquanta, quando ancora nella nostra zona prevaleva la cultura contadina e quasi tutti coltivavano la terra, a settembre si teneva d’occhio la maturazione del granoturco e, appena pronto, iniziava l’iter manuale di lavorazione: raccolta delle pannocchie, sfogliatura, sgranatura, essiccazione dei grani al sole tiepido settembrino, macinazione dei grani presso il mulino del paese e così… la “nuova farina” era pronta per essere trasformata in “POLENTA NUOVA”.
Dal 1987 la Pro Loco rinnova e valorizza questa tradizione organizzando nell’ultimo week-end di settembre la SAGRA DELLA POLENTA. E’ una manifestazione in crescita: di anno in anno l’affluenza di persone aumenta sempre più e ogni anno superiamo il record del quantitativo di farina e inseriamo nel menù qualche nuova specialità.

Polenta e puccia per tutti i bambini delle scuole.
Quest’anno l’evento è stato implementato con iniziative mirate proprio all’aspetto artistico e culturale. Abbiamo invitato alcuni artisti dei Madonnari di Bergamo per realizzare opere che interpretassero il tema dell’evento.
Inoltre abbiamo coinvolto operatori della zona che hanno esposto macchine agricole d’epoca tra cui una “spannocchiatrice” del 1940 azionata a cinghia ancora funzionante.
Le scuole locali hanno trovato lo spunto nell’evento per dare l’avvio ad un progetto più vasto centrato sullo studio del territorio, nel quale rientra tutta la filiera del mais con le usanze ad esso connesse. Per l’occasione la Pro Loco ha offerto un pasto gratuito a base di “polenta e puccia” a tutti i 270 alunni della scuola primaria e ai loro insegnanti e dirigenti. Alla scuola sono stati forniti pannelli, elaborati e fotografie che erano esposte durante l’evento e saranno utilizzati per la rielaborazione del progetto in classe.

Per informazioni
Pro Loco Bregnano – Via Paù, 27 – Bregnano (CO)
339 1860985info@prolocobregnano.it

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