Il Patrimonio Culturale

Pro Loco di Tremosine

Il territorio

Tremosine sul Garda si trova sul Lago di Garda nel Parco Alto Garda Bresciano.
Il panorama del Parco è tanto variegato quanto affascinante.
Il suo valore deriva dalla peculiare posizione geografica,
dalla struttura geologica e glaciologica, e dalla presenza del lago che influenza il clima, la flora e la fauna di tutta la zona facendone un luogo particolarmente interessante.
Le caratteristiche uniche di questo territorio lo contraddistinguono come una meta ideale per diversi tipi di esperienze a contatto con la natura.
La bellezza di questi luoghi è esaltata dalla particolare sinergia tra l’ambiente lacustre e quello montano, elementi fondamentali di questa terra straordinaria.
Tremosine sul Garda è un paese incantato dove le Alpi si tuffano nell’azzurro del lago di Garda e le atmosfere alpine abbracciano quelle mediterranee.
Un paese dove il fascino di una natura incontaminata appaga lo spirito e dove la vita scorre semplice e tranquilla, seguendo il ritmo delle stagioni. Un paese dove la vacanza diventa un’esperienza magica e indimenticabile.
Per apprezzare la bellezza di Tremosine sul Garda bisogna passare per la Forra scavata dal torrente Brasa, incredibile spettacolo naturale dove la roccia è stata per secoli scavata e quasi tormentata.
Una volta sull’altopiano il panorama si apre e si possono scoprire le 18 frazioni che compongono il vasto territorio comunale, che si colloca nella fascia di altitudine tra i 400 e i 600 metri con l’eccezione di Campione che si trova a livello di lago.
In questo territorio frastagliato- fino a 100 anni fa estremamente isolato e ai margini del Regno d’Italia – si è sviluppata in passato una economia di sussistenza in cui il mais, la sua coltura e il suo prodotto di riferimento, la polenta, hanno svolto un ruolo fondamentale.
Tremosine sul Garda, grazie alle sue bellezze paesaggistiche, alle sue armonie architettoniche, al suo immenso patrimonio ambientale, alle sue ricchezze storiche, artistiche e culturali e alle interessanti tradizioni religiose, popolari e gastronomiche ha visto includere la sua frazione capoluogo, Pieve, nel club dei Borghi più Belli d’Italia e gode del nome, assegnatole dai numerosi turisti che la visitano ogni anno, “Paradiso del Garda”.

La produzione

A Tremosine sul Garda la coltivazione del grano è quasi abbandonata ma viene portata avanti da un giovane agricoltore, Pilati Gabriele, che nonostante le difficoltà connesse alla morfologia del territorio si sta impegnando in particolari colture.
Potremmo definirlo un coltivatore di agricoltura eroica.
Con la sua Azienda Oro del Garda si occupa di zafferano ma, da alcuni anni, sta recuperando una piccola produzione di Mais che viene impiegato per la realizzazione di farina.
Il tipo di Mais scelto da Gabriele viene chiamato comunemente Marano.
Si tratta di una varietà selezionata all’inizio del Novecento nella zona di Marano vicentino dall’agronomo Antonio Fioretti.
Il suo nome deriva quindi dalla zona di origine.
Si distingue dalle altre varietà per la limitata produttività, circa 40 quintali per ettaro.
La farina di Mais Marano ha un colore arancione intenso screziato dalle caratteristiche pagliuzze marroni.
Da questa si ottiene una polenta morbida e saporita, dal sapore caratteristico e inconfondibile, accompagnabile a una varietà di altri piatti.

Storia del Mais Marano
Verso il 1890 a Marano Vicentino l’agricoltore Antonio Fioretti eseguì l’incrocio del Nostrano locale (granoturco precoce, basso, a mediocre capacità produttiva, a spiga conica, corta, non molto colorita e con bassa resa in granella, insomma: un cinquantino da primo raccolto) con il Pignoletto d’oro proveniente da Rettorgole di Caldogno nella zona tipica di questa varietà, granoturco più alto, più tardivo, molto più colorito del precedente – anzi quasi rosso – vitreo. Incrociante (impollinante) il Nostrano.
Il prodotto dell’incrocio venne l’anno successivo seminato nel podere Fioretti e così si fece in tutte le seguenti annate, senza più procedere a incroci. Siccome il prodotto dell’incrocio si era dimostrato subito di qualità indubbiamente molto superiore a quella del Nostrano ma non aveva che di poco aumentata la produttività, piuttosto bassa, di ambedue i mais uniti nell’incrocio, il Fioretti iniziò fin dal primo anno, e scrupolosamente continuò poi tutti gli anni, una sistematica selezione di massa, allo scopo principale di fissare, possibilmente, i caratteri e la qualità del prodotto e di accrescerne la fertilità e la produttività. Il Fioretti riuscì così ad ottenere pressoché costante la proprietà di produrre almeno due spighe complete per ogni pianta, mentre nel vecchio Nostrano locale, base dell’incrocio col Pignoletto, le piante con due spighe rappresentavano una minima percentuale. Ora non sono infrequenti le piante con tre o anche quattro spighe.

Caratteristiche
Le spighe, di forma molto cilindrica, hanno ranghi a spirale regolare e un colore rosso tendente all’arancione. Generalmente non sono più lunghe di 20 centimetri, mentre il tutolo si presenta completamente bianco.
La cariosside presenta frattura vitrea. Presenta un intervallo tra l’emergenza e la fioritura maschile di 51 giorni, con quella femminile di 56 giorni.
La pianta presenta un’altezza attorno ai 167 cm, con l’inserzione della spiga a 86 cm; sopra la spiga presenta mediamente 6 foglie.
La resa alla macinazione è del 65 %.
Il peso ettrolitrico è di 84,5 kg, mentre il peso di 1000 semi è di 180,1 g.
Questi i valori nutritivi della granella di mais Marano espressi per sostanza secca:
• Proteine: 19,69%
• Amido: 61,58%
• Grassi: 5,76%
• Ceneri: 1,93%

La trasformazione

La coltivazione del mais causa all’azienda di Gabriele, essendo di piccole dimensioni, uno sforzo molto importante.
La limitata produttività obbliga l’agricoltore a coltivare una maggiore superficie ma soprattutto lo impegna notevolmente nelle singole lavorazioni che avvengono ancora esclusivamente a mano.
Le fasi che si susseguono sono: la semina, la sarchiatura, la raccolta.
Dopo il periodo di essicazione, viene utilizzata la prima attrezzatura meccanica: un vecchio sgranatore a motore che permette di decorticare la granella dal tutolo.
Dopo aver sgranato l’intera produzione di pannocchie la granella raccolta viene portata al mulino per la macinatura.
Non sono più presenti nel nostro comune strutture attive per la lavorazione del prodotto, ma ne sono visibili i resti nella Valle di Brasa. Recentemente è stato ristrutturato completamente un antico mulino, di proprietà privata, che resta non operativo.
Nel comune limitrofo esiste un antico mulino tuttora funzionante che da anni appartiene alla stessa famiglia.
È qui, dal Signor Mario che fa ancora il mugnaio esclusivamente per passione, che viene portata la produzione di Gabriele.
Gabriele ha scelto questo mulino poiché viene effettuata ancora la macinatura a pietra come avveniva una volta.
Questo processo di produzione permette di ottenere una farina di qualità elevata con l’aggiunta di un tocco romantico.

Il consumo e i suoi rituali

In passato il prodotto culinario d’eccellenza ricavato dal mais era la polenta, alimento fondamentale e principale per il fabbisogno nutritivo della popolazione tremosinese.
Da piatto povero, succedaneo del pane, si è evoluto in piatto tipico della tradizione tremosinese arricchito con infinite varianti.
Sulla spinta dell’avvento di una nuova forma di turismo – tra le principali attività economiche tremosinesi – alla ricerca di nuove esperienze anche gastronomiche la ricetta tradizionale è stata più volte rivisitata e riproposta con varianti che la hanno trasformata in un piatto gourmet.

Piatti del passato
• Ricetta “povera”: Polenta di farina
Ingredienti: acqua, sale, farina di mais.

• Ricetta variante “polenta cùsa” (polenta concia con formaggio)
Ingredienti: acqua, sale, farina di mais, formaggi vari (scarti quali scorza messa in ammollo nel latte per renderla più morbida), olio o burro (a seconda della zona e della disponibilità). Era inoltre presente una variante “a lago” che presentava anche l’aggiunta di “aole” (alborelle) o “sarde” (agone).

• Polenta e “lat” (sostitutivo del pane per la prima colazione)
Polenta di farina a fette inzuppata nel latte.

Piatti tipici
• “Polenta cùsa” (polenta concia con formaggio)
Ingredienti: acqua, sale, farina di mais, farina saracena, formaggi vari (ora selezionati: Garda Tremosine*, Lattecrudo di Tremosine*, Formagella di Tremosine*, gorgonzola, formaggio d’alpeggio), olio e burro.

• “Brustulì”
Polpetta di polenta di farina tiepida ripiena di formaggio (un cubetto) abbrustolita alla griglia.

Rivisitazioni moderne
• Sufflè di polenta
Variante della polenta classica in cui una parte di acqua viene sostituita dal latte, con una parte di formaggio e burro.
Raffreddata, tagliata e cotta al forno in abbinamento a gustosa salsa a scelta.

• Polenta fritta
Polenta di farina raffreddata, tagliata a listarelle e fritta in olio di semi.

*prodotto a marchio Caseificio Alpe del Garda di Tremosine sul Garda

La polenta, come abbiamo già detto, è il piatto di eccellenza che viene preparato nelle ricorrenze tradizionali, ma anche di ogni sagra che si svolge a Tremosine sul Garda.
Ricordiamo qui alcuni eventi in cui è possibile assaggiarla:
• Luminei (Sermerio) – 6 gennaio
• La 5 miglia del Ghiottone – 2 giugno
• Festa della Montagna (passo Nota) – 14 agosto
• Vita nei Borghi – 2° sabato di settembre
Tipico l’abbinamento con la carne allo spiedo che si può gustare nei ristoranti tremosinesi tutto l’anno, specialmente in autunno/inverno.

Per informazioni
Pro Loco Tremosine – Piazza Marconi, 1 – Tremosine (BS)
331 62114510365 953185info@infotremosine.it

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